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L'unica cosa bella del passato è che è passato. (O. Wilde)

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Questo blog non esisterebbe senza di Ale, Filini e Cinque di Sette, grazie dell'idea e dell'aiuto.

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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

venerdì, 10 luglio 2009

Domani partenza per il mare. Saremo di ritorno il 18.
Intanto ieri qui grandinava. E qui è solo a pochi chilometri da .

aggiunto alle 12:41 in viaggi
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mercoledì, 24 giugno 2009

Ho appena messo su il pane e mi rendo conto che anche la macchina del pane è uno dei migliori acquisti degli ultimi tempi. Per questo devo ringrazare mammafelice che con il suo post del 19 marzo ci ha permesso di acquistare un ottima MdP a un buon prezzo.

Adesso che siamo entrati nella spirale della MdP mi sforzo di alternare pani semplici a pani conditi e golosi: non vorrei riprendere il peso perso in gravidanza*. Oggi provo un pane di semola semplicissimo e se verrà bene riporterò qui la ricetta.

* eh sì, con la gravidanza e la dieta del diabete ho perso parecchi chili!!

aggiunto alle 13:12 in macchina del pane
[permalink] [commenti (4)]
martedì, 23 giugno 2009

Queste immagini sono molto importanti. La mattina in cui sono state scattate, Pallina si era preparata per l'asilo, Pallino dormiva ed io mi ero potuta dedicare interamente a lei, lasciando a Gemadhar la libertà di prepararsi per il lavoro senza doversi occupare di prepararla per uscire.
Era molto felice e quando Pallino scoppiò a piangere nella sua culla, anzichè come il solito attaccarsi al mio braccio per impedirmi di andare, mi chiese di portarlo nel suo lettino e allattarlo lì. Quando arrivai col piccolo, lei prese il suo biberon di latte e ci standemmo tutti e tre sul letto, Pallino alla tetta e Pallina col biberon. Si stava davvero bene, accarezzavo Pallina e Pallino a turno sulla testa col braccio destro mentre col sinistro stringevo a me il piccolo per lasciare spazio alla più grande.
Quando Pallina finì il latte mi chiese di fare le foto col suo fratellino. E' stata la prima volta che ha esplicitamente richiesto di stare con lui, prima per il latte e poi per le foto. Sono corsa a prendere la macchina fotografica e potete vedere anche voi quanto le abbia fatto piacere. Un sorriso sincero di felicità, come il mio, dall'altra parte della fotocamera.

Pallina e Pallino che saluta

Pallini seduti

aggiunto alle 11:43 in bambini, non di solo pane
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lunedì, 22 giugno 2009

Sempre nell'ambito delle iniziative dell'asilo nido, ho partecipato ad un laboratorio di cucina in cui ci hanno mostrato le procedure delle mense e fatto partecipare alla preparazione di un menù per bambini simile a quello preparato quotidianamente per i bimbi che frequentano gli asili nido statali. E' stato molto interessante, sopratutto aver potuto valutare alcune procedure di sicurezza e igieniche adottate e la scelta delle combinazioni e degli ingredienti.
Della serata non ho potuto gustare gli assaggi, visto che ero ancora incinta, ma ho raccolto un paio di ricette e questa dei biscotti è davvero eccellente.


Biscottini al limone

Ingredienti:
400 gr farina 00
250 gr zucchero
3 uova
50 gr olio di semi
2 cucchiaini rasi di lievito per dolci
la scorza di 1/2 limone
zucchero semolato q.b. per la superficie

Preparazione:
Mescolare gli ingredienti in una ciotola, impastare e dividere in 4 parti. Formare dei cilindri di 3-4 cm di diametro e disporre in una teglia spolverando con lo zucchero semolato. Infornare a 180°C per 10 min circa, sfornare e tagliare a sbieco (come i cantuccini).

Varianti:
Sostituire la scorza di limone con mandorle, ripassare in forno dopo il traglio per ottenere dei biscotti tipo cantuccini.
Sostituire in alternativa alla scorza di limone buccia di arancia, uvetta, gocce di cioccolato, aroma di vaniglia ecc.


aggiunto alle 16:10 in ricette, asilo nido
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Ingredienti:
300 ml acqua
1 cucchio di zucchero
2 cucchiaini di sale fino
3 cucchiaini di olio di oliva
300 gr di farina tipo 0
150 gr di semola di grano duro
50 gr di farina Manitoba
1 bustina di lievito di birra secco
20 olive verdi snocciolate

Preparazione:
Introdurre nel cestello della MdP gli ingredienti nell'ordine, tenendo da parte le olive. Selezionare il programma pane classico e al segnale sonoro aggiungere le olive.

MdP: Biffinet Lidl
Programma: 1 pane classico
Doratura: media
Peso: 750 gr

aggiunto alle 15:34 in ricette, macchina del pane
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domenica, 21 giugno 2009

Il 20 marzo scorso ho partecipato ad un incontro organizzato dalla Direzione degli Asili Nido Statali. L'argomento, a cui ero molto interessata, era la gelosia infantile. L'incontro è stato molto interessante e durante la riorganizzazione dei miei appunti ho deciso di pubblicarli affinché ne possano beneficiare anche altre persone.
Adesso che Pallino fa parte della nostra famiglia posso confermare che molte delle cose descritte le abbiamo vissute e le stiamo vivendo e alcuni suggerimenti proposti sono stati davvero utili. Devo comunque aggiungere che mettere in pratica le teorie cosi semplicemente esposte non è mai facile e ci si scontra spesso con il desiderio di felicità dei figli e il senso di impotenza di fronte a un sentimento davvero potente e impossibile da eliminare. La furia cieca della gelosia può esplodere improvvisa malgrado ogni nostra premura e trasformare il figliolo adorato in un mostro dagli occhi verdi e il dolore che lui prova si estende ben presto a tutto il nucleo familiare. Rabbia, dolore, compassione, angoscia, impotenza sono solo alcuni dei sentimenti che dovremo imparare a gestire insieme.

 


 

Progetto genitori
SOLO PER ME… - La gelosia infantile
La gelosia in un bambino a cosa ci fa pensare?
 
La gelosia infantile
Da dove nasce la gelosia?
La gelosia nasce dall’AMORE.
Quando il bambino scopre che l’oggetto d’amore può essere perso reagisce con
-         paura dell’abbandono
-         paura della perdita di attenzione
Sono angosce infantili molto forti che si traducono con altrettanto forti espressioni di disagio:
-         rabbia (capricci)
-         paura
-         tristezza
 
Come ci comportiamo con il bambino geloso?
-         lo rassicuriamo del nostro affetto
-         lo conteniamo o lo sgridiamo se esagera nelle manifestazioni di violenza
-         gli garantiamo uno spazio
 
Il bambino non nasce geloso. La gelosia si sviluppa con l’evoluzione del rapporto madre-figlio e madre-padre-figlio. È conseguenza del cambiamento nelle dinamiche familiari.
 
1° cambiamento - Da maschio e femmina a coppia
 
La gelosia infantile - La coppia
 
Il primo cambiamento porta uomo e donna a cercare un nuovo equilibrio mettendo in atto
-         aggiustamenti
-         compromessi
-         rinunce
 
2° cambiamento – Da coppia a genitori
 
La gelosia infantile - Da coppia a genitori
Il secondo cambiamento trasforma la femmina in madre, il maschio in padre e la coppia in genitori. Si determina la necessità di un nuovo equilibrio, nuovi
-         aggiustamenti
-         compromessi
-         rinunce
-         ritmi
Il bambino è al centro della coppia per tutto il primo anno e la sua relazione è duale tra sé e il suo riferimento (fase dell’onnipotenza).
In tutto questo periodo si assiste al processo di attaccamento che vede nella madre il riferimento principale. Il primo anno di età viene anche chiamato anno della dipendenza.
Il bambino non è in grado di vedere i genitori come una coppia, ma può solo considerare ognuno di loro come “suo”, in questa fase della crescita il bambino cerca di rispondere alla domanda “di chi mi posso fidare?”
 
La gelosia infantile - Nuovi equilibri con un figlio
Dal secondo al quinto anno di età, il bambino si rende conto che mamma e papà sono una coppia e lui è un’altra cosa: è diverso da un essere adulto, ma non è in grado di definirsi. In questo periodo il bambino cerca di rispondere alla domanda “qual è il mio posto?”
Naturalmente nei cambiamenti che coinvolgono una famiglia, non è solo il bambino che deve trovare il suo posto, ma tutti i componenti devono ricostruirsi nei diversi ruoli.
 
 
3° cambiamento – Il fratellino
 
Dai 15 mesi di vita, il bambino si rende conto che lui è altro dalla madre. Un primo momento di consapevolezza lo aveva provato verso gli 8 mesi, con la paura degli estranei che potevano in qualche modo distrarre l’amore della mamma, ma era una reazione al concetto di possesso (“tu sei mia”) dell’oggetto d’amore tipico del primo anno. Verso i 15 mesi invece il piccolo ha la consapevolezza che la madre è un’altra persona e che quindi può lasciarlo.
Quando la coppia decide di avere un secondo figlio, scatta un meccanismo di responsabilità nel primogenito che gli fa credere che lui non sia più sufficiente a rendere felici i genitori. Il bambino si chiede: “allora io non basto più?”
 
La gelosia infantile - Nuovi equilibri con due figli
 
È proprio a questa età che si evidenziano i primi segni di gelosia, nel caso in cui nasca un fratellino il primogenito si sente usurpato di spazi ed affetti.
Non bisogna dimenticare che il primogenito vive alcune emozioni dei genitori che saranno precluse al secondogenito, proprio per la caratteristica di essere il primo figlio egli ha partecipato ad ansie, gioie, esperienze che per il secondo sono ovattate se non addirittura assenti. Il primogenito è maggiormente coinvolto nella emotività del contenitore familiare e può facilmente vedere il fratello come un intruso, un usurpatore.
 
La seconda gravidanza è un’esperienza differente dalla prima, la madre cerca di moderare le emozioni proprio per la presenza del primogenito, per proteggerlo dalla possibile gelosia.
 
La nascita del secondogenito rappresenta un evento importantissimo nella vita della famiglia fino a determinare la nuova dinamica familiare. In questa fase, nei giorni in cui il bambino deve necessariamente stare lontano dalla madre, il padre riveste un ruolo fondamentale. In questi giorni il padre deve stare molto vicino al primogenito, dimostrargli e spiegargli che lui, essendo grandicello, può fare molte cose insieme al papà. Il padre può spiegare che è vero che la mamma è impegnata, ma è anche vero che lui ormai è abbastanza grande per fare molte cose divertenti con il papà.
 
È importante che il padre gli faccia scoprire i vantaggi dell’essere grande, ma senza fargli credere che deve essere grande. Il maggiore non deve essere responsabilizzato, a meno che non sia un gioco che richiede egli stesso.
 Il bambino deve poter dire con sicurezza “il mio papà mi accompagna”.
 
4° cambiamento – Il terzo figlio
La gelosia infantile - Nuovi equilibri con tre figli
Anche se è sempre più difficile per un bambino avere più di un fratello, vediamo velocemente come si modifica la dinamica familiare nel caso di tre figli.
L’errore più comune da parte dei genitori è l’assegnamento dei ruoli. Così come nel caso di due figli, al primogenito viene normalmente assegnata una maggiore aspettativa, lo si vuole grande e responsabile, questo lo induce ad avere un comportamento di superiorità o di protezione nei confronti dei fratelli. Bisogna fare attenzione ad assegnare responsabilità eccessive al grande, lo si può privare dell’infanzia precocemente o rendere iperprotettivo coi fratelli fino all’età adulta. Non è raro che il figlio grande mostri una ambivalenza di sentimenti fatta di amore (protezione) / odio (superiorità) nei confronti dei fratelli.
Il secondogenito, finché non nasce il terzo, cerca di trovare il suo ruolo in due modi possibili: emulando il maggiore nel tentativo di prenderne il posto (ma questo si rivela alla lunga abbastanza frustrante e fallimentare) o cercando di differenziarsi per avere un vantaggio grazie alle sue peculiarità. Quando nasce il terzo figlio, viene spodestato dal privilegio di figlio minore, quindi non solo non può prendere il posto del primogenito, ma non potrà mai più essere il figlio piccolo. Il secondogenito è colui che più fatica a trovare un suo posto nella dinamica familiare. Potrebbe reagire cercando posto all’esterno della famiglia, piuttosto che all’interno, diventando il figlio ribelle che tutti i genitori temono.
Il terzo nato resterà sempre il figlio piccolo, in molti casi i genitori fanno passare il messaggio che lui è il figlio più piccolo, più debole, meno capace, ma anche scusabile. Tollereranno maggiormente i suoi errori e tenderanno a scusare il suo comportamento, cosa che non farebbero mai per il più grande.
L’assegnazione di questi ruoli non tiene mai conto dell’individualità dei figli, molto meglio fermarsi a osservare temperamento e individualità dei figli, infatti i neonati crescono e col tempo i genitori apprezzeranno più o meno i figli nelle loro peculiarità e avranno comportamenti diversi con ognuno (preferenze). I genitori devono essere consapevoli che avere delle preferenze è normale, per questo non dovranno sentirsi in colpa, ma osservare attentamente il proprio comportamento nei confronti di ogni figlio.
Occorre porre particolare attenzione alle lodi e ai rimproveri: non esagerare con gli elogi ad uno se non se ne vogliono fare anche agli altri e non rimproverare mai i figli come collettività, ma differenziare il rimprovero, meglio se privatamente.
 
Cosa possono fare i genitori
 
1) Mantenere e garantire gli spazi
 
Nella fantasia del primogenito, il fratello arriva a prendere il suo posto, così faticosamente conquistato. Mamma e papà devono rassicurarlo per dirgli che lui non perderà il suo posto, le sue cose, i suoi spazi.
I genitori dovrebbero nei limiti delle possibilità fare spazio per il secondogenito accanto all’altro figlio, stando attenti a non diminuirne in modo evidente spazio e risorse del primo. I giochi del più grande non vanno regalati al più piccolo, a meno che non voglia farlo lui. La cameretta va modificata per tempo, ben prima della nascita, per dare al grande la possibilità di adattarsi.
Ricordiamo che il bambino deve riaggiustare lo spazio conquistato e capire qual è il ruolo migliore per farlo. Potrebbe scegliere di interpretare il ruolo del fratello superiore, il grande che sa tutto e che può fare/stare da solo, o di utilizzare l’aggressività per sottolineare il possesso delle cose, e così via.
I genitori devono ricordare che ogni figlio è diverso (temperamento) e come adulti devono osservare e comprendere di cosa ha bisogno per sentirsi rassicurato.
 
Un momento molto particolare nella vita del primogenito è quando il fratello più piccolo va a condividere la cameretta con lui. Dopo un periodo che va dai tre ai 12 mesi, generalmente il piccolo abbandona la camera dei genitori e viene messo accanto al fratello più grande. A questo punto cessa di essere un usurpatore, il primogenito lo vede finalmente come un fratello, un compare, un alleato e la gelosia diminuisce. Può capitare che il primogenito mostri manifestazioni di affetto enormi verso il nuovo ospite perché finalmente comprende che il fratello non è venuto per prendergli il posto, ma per stargli accanto.
 
2) Legittimare la gelosia
 
Dai due anni il bambino comincia a scoprire il sentimento di amore/odio, ma quando questo accade si sente in colpa. Quando un bambino prova odio lo assale la rabbia e teme di poter distruggere tutto il mondo. I sentimenti dei bambini sono estremi, amano e odiano in modo assoluto. Compito della madre è proprio legittimare le emozioni, fargli capir che sono normali e che passano.
Compito del genitore in questi casi è ascoltare e osservare il bambino, tradurre le manifestazioni di rabbia mostrandogli comprensione per i forti sentimenti espressi e tollerarli.
 
In pratica, contenere il bambino in un luogo sicuro mentre sfoga la rabbia (time-out), mai rimproverarlo o urlargli contro, ma attendere con pazienza che si calmi da solo, rassicurandolo con la nostra presenza. Può essere utile una frase del tipo “so che sei arrabbiato, andiamo nella tua cameretta a calmarci un po’?”  Terminato il capriccio è il momento di chiedere al bambino cos’è che lo ha turbato a quel punto “Adesso dici alla mamma perché ti sei arrabbiato in quel modo?” Fargli capire che esistono altri modi per esprimere la rabbia “Quando urli e piangi tanto forte, la mamma fa più fatica a capire cosa dici, la prossima volta proviamo a non piangere così forte?” Infine rassicurarlo del nostro amore anche di fronte a manifestazioni così sconvolgenti “Adesso vieni qui che la mamma ti dà un bel bacione…”
 
Se il bambino non ha un riferimento adulto che dia significato alle sue emozioni, tenderà a generalizzarle e a perderne il senso e il significato. I capricci resteranno capricci anche dopo il quinto anno d’età e sarà molto più difficile fargli fronte.
 
3) Rievocare i momenti belli
 
Un altro momento molto delicato è l’allattamento. In quei momenti di estrema intimità fra la madre e il fratello, il più grande può essere assalito da sentimenti di gelosia e invidia. Il bambino invidia il fratellino, perché si ricorda di quei momenti di estremo piacere in cui la mamma era tutta per lui e lo teneva al sicuro. Ha bisogno di ritrovare quei sentimenti.
In questo caso può essere utile rievocare quei momenti utilizzando film o fotografie del primo figlio durante l’allattamento e le cure neonatali.
Non è sbagliato neanche farsi aiutare nella cura del fratellino, nei limiti delle possibilità di un bambino ancora piccolo, ovviamente.
 
Infine…
 
Ricordiamo sempre e comunque che l’amore e la paura di perderlo sono prerequisiti fondamentali alla gelosia. Quando il bambino manifesta gelosia significa che ha acquisito un’importante capacità: ha imparato ad amare.
 
sabato, 20 giugno 2009

Pallino ha cominciato ad avere fortissimi dolori di pancia e la coincidenza con la somministrazione della vitamina K (DitreVit K dal 15° al 60° giorno secondo la prescrizione del Servizio di Pediatria dell'Ospedale di Stato) mi ha indotto a documentarmi, partendo dal foglietto illustrativo che, essendo il prodotto un semplice integratore alimentare a pagamento, più che un foglietto illusttrativo sembra un opuscolo pubblicitario.
Tra le altre indicazioni si legge a proposito dell'acido docosaesaenoico che "dovrebbe essere assunto sia dai bambini allattati al seno che da quelli allattati artificialmente per tutto il primo anno di vita". Della vitamina D si spiega che si rende necessaria in quanto il rachitismo è ricomparso e il rischio è maggiore "per i bambini nati prematuri o di basso peso e quelli allattati esclusivamente al seno". La carenza di vitamina K, infine, provoca un disturbo della coagulazione nel lattante, "in particolare se allattato al seno".
Secondo questi della Humana* quindi l'allattamento al seno richiederebbe una maggiore integrazione e sembrerebbe quindi uno svantaggio per il bambino.
Tanto accanimento da parte dei produttori del latte artificiale più usato nei reparti maternità mi pare sospetto. Ok, allora  Madre natura ha preso una bella cantonata. Poi leggo qualche forum e mi salta in mente che tutti questi lamenti di Pallino potrebbero essere causati da quest olio puzzolente. Quasi ogni sera il male al pancino è talmente forte che Pallino cerca continuamente il conforto della tetta e mi finisce il latte (che per fortuna mi si riforma abbondante durante la notte). Se si calma per un po' con un goccetto di camomilla, riesco a dargli tutte le poppate, ma se va avanti così avremo bisogno di un altro tipo di integrazione** e questo mi dispiacerebbe parecchio. 
Potrei interrompere la somministrazione della vitamina, ma poiché non sono una mamma snaturata, non me la sento di privarlo di un integratore potenzialmente necessario senza maggiori indicazioni. Continuerò a dargliela per altri trenta giorni accompagnata da una generosa porzione di coccole.

* che incominciano a starmi decisamente sulle scatole. Nel foglietto illustrativo non è presente nessun riferimento esplicito ai fantomatici studi scientifici citati. Sarebbe interessante leggerli, ma sopratutto mi piacerebbe sapere quali pediatri dei nostri li hanno letti.

** nel caso per il LA sceglieremo un marchio diverso da Humana, tiè.

aggiunto alle 20:31 in bambini, consumatori
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Uno degli acquisti più azzeccati, non dico degli ultimi anni, ma della mia vita, sono senza dubbio le tre lucette Spöka, che noi chiamiamo simpaticamente "lucciole".
Lucciola verde
Di queste, attualmente la verde è utilizzata come lucetta notturna per addormentare Pallina, poi quando lei è finalmente nel regno dei sogni, viene trasferita in corridoio dove funziona da luce notturna per l'intera famiglia. Comodissima, perché molto luminosa, ma non fastidiosa, propaga la sua luce fino alle camere e al salotto, consentendomi di allattare di notte sul divano senza accendere altre luci.
Lucciola rossa
La Spöka rossa è la luce notturna della camera dei grandi. Mi consente di allattare a letto quando sono troppo stanca per alzarmi senza svegliare Gemadhar. E se mi addormento non ci sono problemi, ci si può anche dormire perché è davvero tenue e calda, concilia il sonno e quasi non ti accorgi che c'è.
Lucciola blu
La lucetta blu è diventata la luce del bagno. Sì perché il nostro bagno è così piccolo che perfino l'interruttore della luce non aveva posto ed è stato messo fuori, questo vuol dire che quando si va in bagno durante la notte si rischia di svegliare adulti e bambini (così duramente addormentati) nel breve istante che passa fra l'accensionde della luce e la chiusura della porta, che a fare in fretta si rischia sempre di sbattere. La Spöka blu ha una luce tenue, ma sufficiente al bisogno e... un inaspettato effetto collaterale.
Le lampade contenute nelle lucciole sono a LED e producono una luce monocromatica piena. La lucciola blu modifica i colori reali, in particolare gli oggetti verdi diventano di un giallo quasi fosforescente, mentre gli oggetti gialli sembrano rossi o marroni. Così è successo che qualche sera fa, accendendo la lucciola del bagno,  ho scoperto che il nostro lavandino, che in apparenza era pulito, in realtà era disseminato di spruzzetti marroni... Ho acceso la luce bianca dello specchio e solo guardando molto bene ho scorto le macchioline giallo chiaro della cacca di Pallino che ancora viene lavato nel lavandino.
La cacca dei neonati è gialla, pulendo velocemente può capitare di lasciare qualcosa indietro, ma adesso che abbiamo il Luminol per la cacca*, non accadrà più e il nostro lavandino sarà immacolato sotto ogni luce.

*Quasi quasi lo segnalo a Ikea Hacker

aggiunto alle 12:44 in bambini, casa
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venerdì, 19 giugno 2009

Pallino compie 1 mese

aggiunto alle 15:45 in bambini
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lunedì, 15 giugno 2009

Pallina controlla cosa faccio sul pc. Il post di ieri rende necessaria la pubblicazione di altre due foto per par condicio.

Pallina, Gemadhar e Lalala

Gemadhar e Pallina negli ultimi freddi di maggio col maialino Lalala

Pallina sulle orchidee

Pallina col taglio di capelli estivo sul letto di orchidee

aggiunto alle 17:19 in bambini
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